Nel 2020, la SIRER francese e il CECV italiano hanno lanciato un programma di certificazione online rivolto ai professionisti sanitari italiani interessati a specializzarsi nella gestione non chirurgica delle deformità vertebrali.
La formazione universitaria dei fisioterapisti, incentrata sulla rieducazione posturale, si ispirava al metodo lionese, ma risultava più inclusiva verso l'intero sistema extrapiramidale. L'integrazione di nuovi concetti come la scoliosi caotica, la tensegrità e la deformazione plastica nella metodologia permette ai partecipanti di arricchire la propria preparazione accademica. Il corso include anche esercizi fondamentali tratti da altri metodi riconosciuti per la scoliosi, ciascuno con specifiche indicazioni.
Per quanto riguarda i tecnici ortopedici, il corsetto lionese era largamente noto in Italia, ma l'utilizzo iniziale del gesso ne complicava l'applicazione. Oggi, il moderno corsetto ARTbrace ha preso il posto sia del gesso sia del tradizionale corsetto lionese. Le innovazioni tecnologiche permettono una correzione diretta sul paziente, aumentando la precisione, la tolleranza e soprattutto la correzione angolare, elemento fondamentale per il successo terapeutico. L'inserimento dell'ARTbrace nella nomenclatura italiana ne rende più agevole l'impiego.
Per i medici, le deviazioni vertebrali rappresentano la terza patologia più comune in ambito pediatrico, dopo obesità e miopia. La scoliosi interessa fino al 10% della popolazione a 60 anni e il trattamento conservativo lionese offre una valida alternativa all'intervento chirurgico, spesso associato a complicanze iatrogene.